Bande di bollinger

Le bande di bollinger sono un indicatore della volatilità dei prezzi, ovvero ci segnalano se i prezzi in un dato periodo subiscono grosse variazioni o meno.

In alta volatilità può essere utilizzata per individuare il formarsi di un importante variazione dei prezzi, al contrario una bassa volatilità individua un momento di lateralizzazione.

Le bande di bollinger ci danno anche un segnale operativo, difatti quando vengono violate ci danno anche un segnale operativo di ipercomprato (violazione della banda superiore) o ipervenduto (violazione della banda inferiore).

Si calcola come segue (fonte wikipedia):

Per calcolare le bande di Bollinger si usa dapprima una media mobile a G giorni (spesso 20) a cui viene aggiunto o sottratto il valore della deviazione standard moltiplicata per un determinato fattore F (spesso intorno a 2).

La banda superiore è quindi ottenuta aggiungendo alla media mobile F volte la deviazione standard. La banda centrale (se la si vuole visualizzare) è data dalla media mobile. La banda inferiore è calcolata sottraendo alla media mobile F volte la deviazione standard.

Sulle criptovalute si consigliano i parametri standard:

  • Periodo: 20
  • calcolato su: prezzo di chiusura;
  • Deviazione Standard 2;

Nell’immagine 1 possiamo vedere un esempio su grafico BTC:

Immagine 1: Tradingview – bande di bollinger su btc – time frame 1 giorno

Nell’immagine 1 possiamo vedere segnati in nero dei segnali di ipervenduto ed ipercomprato. Cerchiato in verde, invece, un falso segnale: ovvero il prezzo dopo essere arrivato in ipervenduto ha continuato a scendere invece di risalire.

Come per gli altri indicatori ed oscillatori è quindi opportuno ottenere riscontro anche sui prezzi e sui volumi, prima di eseguire qualsiasi operazione.

Riferimenti:

  1. Wikipedia
  2. Achille Fornasini, “Mercati finanziari: scelta e gestione di operazioni speculative – I metodi e i sistemi della moderna Analisi Tecnica a supporto delle decisioni operative”, 1th edizione del 1996, ETAS

 

Medie Mobili

Fino ad ora, per analizzare l’andamento dei prezzi, abbiamo parlato principalmente di rette e figure rilevabili direttamente guardando prezzi.

Ulteriori strumenti sono gli oscillatori, gli indicatori e le medie mobili. Questi sono degli strumenti che accettano come input i prezzi, ma non c’è bisogno di tracciare manualmente sul grafico. Al più necessitano di alcuni parametri di input che servono per calibrarne la reattività, anche in relazione con il timeframe utilizzato.

Il primo e più semplice strumento che analizzeremo sono proprio le medie mobili.

Le medie mobili si possono utilizzare per filtrare l’andamento dei prezzi dal rumore (ovvero cercare di eliminare le oscillazioni). Più la media mobile è veloce (ovvero il periodo su cui è calcolata è più breve) e più tende a ricalcare l’andamento dei prezzi. Aumentando il numero di periodi, invece, si eliminano le oscillazioni a breve termine e si riesce a dedurre l’andamento dei prezzi sul lungo termine.

Una media mobile calcolata su un numero di periodi troppo elevato rischia di farti perdere importanti variazioni di prezzo sull’immediato.

Le medie mobili possono essere anche utilizzate per generare dei segnali operativi di acquisti o vendita.
I segnali operativi che generano sono i seguenti:

  • Quando la media mobile è sopra il grafico dei prezzi, allora il trend è in salita;
  • Quando la media mobile è sotto il grafico dei prezzi, allora il trend è in discesa;
  • Quando la media è sopra il grafico dei prezzi è in dubbio;

Una tecnica spesso adottata è di utilizzare due medie assieme, al fine di conoscere la tipologia di trend, una più veloce ed una più lenta. A questo punto i segnali operativi sono dati dall’incrocio delle due medie:

  • Se la media veloce supera al rialzo quella più lenta allora è un segnale rialzista;
  • Al contrario è un segnale ribassista.

Un possibile utilizzo degli incroci è con:

  • 5 periodi per quella veloce
  • 20 periodi per quella lenta

N.B: le medie mobili in generale non sono molto reattive al cambiamento di trend;

N.B.2: Le medie non sono in grado di riconoscere se si è in una fase laterale del mercato, dando falsi segnali, per questo spesso si usano con l’indicatore ADX e DI che vedremo in seguito

Nell’immagine 1 possiamo vedere un esempio di applicazione delle due medie mobili (a 20 in rosso e a 5 periodi in verde) sul grafico dei BTC con timeframe 1 giorno.

Immagine 1: Grafico TradingView – TimeFrame 1giorno – Esempio medie mobili su BTC

Possiamo notare ad esempio che nell’ultimo periodo la media mobile in rosso è sopra quella verde ad indicare che il trend è ribassista. Si può anche notare che i hanno due incroci, uno (della verde che supera la rossa) nella fase di uptrend, l’altro (della rossa che supera la verde) nella fase di downtrend.

Riferimenti:

  1. Gabriele Belletti, “Trading con gli oscillatori. Strategie e tecniche per il trading di precisione”, Hoepli