BNB – Binance Coin

In questo articolo scriviamo delle BNB, ovvero delle Binance Coin.

Questa moneta, come il nome stesso suggerisce, è la moneta creata da Binance. È utilizzata per pagare le fee delle transazioni, dato che Binance non accetta scambio in valuta Fiat (ovvero valute con corso legale tipo euro, dollari, ecc), ma anche come moneta di riferimento per lo scambio con altre monete secondarie (le cosiddette alt coin).

Portiamo alla vostra attenzione questa moneta non per motivi di innovazione tecnologica ma per il suo andamento sul mercato, che possiamo vedere nell’immagine 1:

Immagine 1: tradingview – grafico BNB/ETH su time frame 1d

Possiamo infatti notare che il suo cambio in Etherium, a partire da settembre 2017, ha sempre un trend rialzista. Questo mentre le principali monete (bitcoin, etherium, ripple, ecc) sono invece in un downtrend. Negli ultimi 3 mesi, ad esempio, ha fatto circa il +185%.

Il suo trend rialzista potrebbe dipendere dal fatto che Binance raccoglie periodicamente parte dei BNB in circolazione e gli elimina, andando quindi a diminuire il numero totale di monete in circolazione.

È quindi sicuramente una moneta interessante. Nell’immediato però bisognerebbe fare attenzione ad un possibile ritracciamento al ribasso, vista l’eccessiva inclinazione che il trend rialzista ha preso (quindi un entrata in questo momento richiederebbe l’inserimento degli opportuni stop-loss).

Medie Mobili

Fino ad ora, per analizzare l’andamento dei prezzi, abbiamo parlato principalmente di rette e figure rilevabili direttamente guardando prezzi.

Ulteriori strumenti sono gli oscillatori, gli indicatori e le medie mobili. Questi sono degli strumenti che accettano come input i prezzi, ma non c’è bisogno di tracciare manualmente sul grafico. Al più necessitano di alcuni parametri di input che servono per calibrarne la reattività, anche in relazione con il timeframe utilizzato.

Il primo e più semplice strumento che analizzeremo sono proprio le medie mobili.

Le medie mobili si possono utilizzare per filtrare l’andamento dei prezzi dal rumore (ovvero cercare di eliminare le oscillazioni). Più la media mobile è veloce (ovvero il periodo su cui è calcolata è più breve) e più tende a ricalcare l’andamento dei prezzi. Aumentando il numero di periodi, invece, si eliminano le oscillazioni a breve termine e si riesce a dedurre l’andamento dei prezzi sul lungo termine.

Una media mobile calcolata su un numero di periodi troppo elevato rischia di farti perdere importanti variazioni di prezzo sull’immediato.

Le medie mobili possono essere anche utilizzate per generare dei segnali operativi di acquisti o vendita.
I segnali operativi che generano sono i seguenti:

  • Quando la media mobile è sopra il grafico dei prezzi, allora il trend è in salita;
  • Quando la media mobile è sotto il grafico dei prezzi, allora il trend è in discesa;
  • Quando la media è sopra il grafico dei prezzi è in dubbio;

Una tecnica spesso adottata è di utilizzare due medie assieme, al fine di conoscere la tipologia di trend, una più veloce ed una più lenta. A questo punto i segnali operativi sono dati dall’incrocio delle due medie:

  • Se la media veloce supera al rialzo quella più lenta allora è un segnale rialzista;
  • Al contrario è un segnale ribassista.

Un possibile utilizzo degli incroci è con:

  • 5 periodi per quella veloce
  • 20 periodi per quella lenta

N.B: le medie mobili in generale non sono molto reattive al cambiamento di trend;

N.B.2: Le medie non sono in grado di riconoscere se si è in una fase laterale del mercato, dando falsi segnali, per questo spesso si usano con l’indicatore ADX e DI che vedremo in seguito

Nell’immagine 1 possiamo vedere un esempio di applicazione delle due medie mobili (a 20 in rosso e a 5 periodi in verde) sul grafico dei BTC con timeframe 1 giorno.

Immagine 1: Grafico TradingView – TimeFrame 1giorno – Esempio medie mobili su BTC

Possiamo notare ad esempio che nell’ultimo periodo la media mobile in rosso è sopra quella verde ad indicare che il trend è ribassista. Si può anche notare che i hanno due incroci, uno (della verde che supera la rossa) nella fase di uptrend, l’altro (della rossa che supera la verde) nella fase di downtrend.

Riferimenti:

  1. Gabriele Belletti, “Trading con gli oscillatori. Strategie e tecniche per il trading di precisione”, Hoepli

Analisi ETH:20/03/2018 – sera

In questo articolo descriviamo un esempio di analisi tecnica fatta questa sera sull’ETH (Etherium).

Nell’immagine 1 possiamo vedere l’analisi fatta:

Immagine 1: grafico ETH TradingView (BITSTAMP) – Timeframe 4h – 23:08 del 20/03/2018

Quello che possiamo notare è:

  • Il downtrend principale (e relativo ritracciamento);
  • Il supporto creato dal minimo del 2 febbraio 2018;
  • La resistenza più in alto creata dal massimo del 10 marzo 2018;
  • In viola una bandiera rialzista;

La possibile interpretazione è che la bandiera rialzista, che è un pattern di continuazione, indichi che il prezzo continuerà a salire. La resistenza appena superata avvalora questa tesi, oltre al fatto che la maggior parte delle principali monete (BTC, XRP, XLM) in questo periodo hanno riniziato a salire.

Nel breve periodo, quindi, potrebbe esserci un rialzo (con possibile obbiettivo dato dalla linea tratteggiata in viola). Bisogna tuttavia fare attenzione ad un possibile rimbalzo dettato dalle varie resistenze e downtrend.

Nel medio periodo si spera anche qui di avere un rialzo. Il mio obbiettivo, più che atteso direi sperato, è di tornare ad un rate di 740 euro e di effettuare un take profit.

Il lungo periodo, almeno per ora, rimane ribassista. Nulla però vieta che potrebbe esserci un capovolgimento della situazione (ovvero invece di mirare all’ennesimo massimo locale per poi ridiscendere, si potrebbe continuare con la salita).

Pattern – Parte 3: Formazione di una V, Triangoli, Rettangoli, Cunei, Bandiere e Guidoni

In questo terzo e ultimo articolo terminiamo la trattazione dei principali pattern.

FORMAZIONE DI UNA V

La formazione a V è un ulteriore figura di inversione, anch’essa in versione top o bottom.

Il V-TOP si ha in un trend crescente:

  • Fase di congestione  precedente e improvviso rialzo delle quotazioni con alti volumi
  • Necessaria che la pendenza della fase di salita sia la stessa di quella di discesa.

Il V-BOTTOM si ha invece in un trend decrescente:

  • Volumi sostenuti specialmente nella fase di minimo dove si configura un capovolgimento della fase di mercato.

In entrambi i casi i volumi hanno la forma di una piramide ovvero accompagna la V.

Di seguito un esempio di V-BOTTOM su grafico XRP, in circa 20gg:

Immagine 1: Formazione di un V-BOTTOM su XRP – TimeFrame a 4h

TRIANGOLI

Sono delle figure di continuazione e si formano a seguito a disposizioni particolari di massimo e di minimo assoluto. Si forma nella fase intermedia del trend primario.

Le principali caratteristiche sono:

  • Diminuzione dei volumi
  • Individuazione netta dei livelli di supporto

Gli obiettivi che si possono avere sono:

  • A breve termine: Sapere dove andrà il prezzo vedendo dove si chiude la figura
  • A medio termine: ribaltando l’ampiezza del trend primario precedente (rialzista o ribassista)

Il triangolo simmetrico  si forma alla contrapposizione di:

  • massimo  decrescenti
  • minimi crescenti

E’ caratterizzato in media da volumi decrescenti, con un picco che si ottiene quando si rompe la figura o si completa.

Il triangolo rettangolo si forma da oscillazioni di prezzo che diminuiscono in ampiezza e che sono delimitate, nel caso di triangoli rialzisti, da un netto livello di resistenza, e nel caso di triangoli ribassisti, da un netto livello di supporto.
La trendline in questi casi è quasi piatta (per poter disegnare la base del triangolo rettangolo).

La figura si completa quando il livello di supporto/resistenza orizzontale è violato in modo netto con un contestuale aumento delle contrattazione

RETTANGOLI

Sono un pattern di continuazione, che si ottiene quando la domanda e l’offerta sono equilibrate.

L’oscillazione dei prezzi quindi si ha in un range ben definito.

E’ quindi una fase orizzontale del mercato, dove primo o poi verrà violato uno dei due limiti (o l’inferiore o il superiore)

CUNEI

Possono essere visti sia come figure di continuazione del trend che di inversione.

E’ formato da due linee che convergono, o tendono a farlo, in un punto.

Si parla di:

  • Falling Wedge: si ha quando le due linee che lo compongono sono ribassiste;
  • Rising Wedge: al contrario quando le due linee che lo compongono sono rialziste;

Immagine 2: Formazione di un Rising Wedge

La principale differenza tra i cunei di continuazione e quelli di inversione è che:

  • In caso di continuazione: l’inclinazione del cuneo è opposta a quella del trend, indicando quindi un semplice ritracciamento dopo il quale il trend riprende la sua direzione;
  • In caso di inversione: l’inclinazione del wedge è la stessa del trend, quindi si ha un inasprimento del trend stesso fino alla sua terminazione.

BANDIERE E GUIDONI

Sono un pattern di continuazione che si completano in tempo breve e spesso si verificano nella fase finale del trend principale.

Si compongono di:

  • Una prima fase con un rapido incremento di quotazioni e volumi;
  • una seconda fase con piccole e frequenti oscillazioni di prezzo, che si sviluppano in un canale ad ampiezza limitata.

Una componente importante è la presenza di una zona di accumulazione immediatamente precedente, che si forma in corrispondenza di un importante livello di resistenza

Le bandiere hanno la forma di un canale discendente.
I Guidoni hanno la forma di un triangolo.

Di seguito un esempio di guidone della durata di circa 3h:

Immagine 3: Formazione di un guidone su XRP – TimeFrame a 15min

Riferimenti:

  1. Ettore Coliva, Lucio Galati, “ANALISI TECNICA FINANZIARIA”, 1th edizione del 1992, UTET Libreria (Pag 59 – 113)

Pattern – Parte2: Doppio/Triplo TOP/BOTTOM, Rounding TOP/BOTTOM

Con questo articolo proseguiamo con la famiglia dei pattern di inversione.

DOPPIO TOP/BOTTOM

Il doppio top/bottom è un’altra figura di inversione. Anche questa, come il testa spalle, si forma conseguentemente ad una eccessiva inclinazione del trend rialzista/ribassista.

In caso di doppio top:

  • Aumenta l’escursione tra i top;
  • mentre si sale verso il primo top si ha un aumento dei volumi, che ridiscende con la diminuzione dei prezzi;
  • il secondo top ha un aumento dei volumi ma più basso;

L’andamento dei volumi in questo caso deve seguire l’andamento dei prezzi.

La figura si completa quando si rompe al ribasso la linea di supporto generata dal minimo della figura stessa.

Immagine1: esempio di doppio top su BTC – timeframe giornaliero

Il doppio bottom è una figura inversa a doppio top, inoltre come il testa e spalle bottom si verifica alla fine di un trend ribassista.

Si forma nel seguente modo:

  • due ampie oscillazioni al ribasso e un andamento dei volumi che in media è crescente;
  • dopo la prima discesa di prezzo con volumi bassi si ha una ripresa con volumi che in media aumentano.
  • La seconda discesa ha anch’essa bassi volumi.

Un possibile obiettivo si può ottenere la distanza del picco rispetto al massimo di resistenza.
Un altro possibile obiettivo è individuato dalla somma dei due picchi.

La figura si completa superando la linea di resistenza tracciata facendola passare per il massimo di reazione (il massimo della risalita tra un bottom e l’altro).

N.B: i due top/bottom hanno circa la stessa altezza

TRIPLO TOP/BOTTOM

Il triplo top è anch’essa una figura di inversione generata in maniera simile al doppio top.
La principale differenza è che si viene a creare un terzo top/bottom che tuttavia ha volumi molto bassi.

ROUNDING TOP/BOTTOM

Si tratta di un pattern di inversione che, rispetto precedentemente visti, è più graduale e quindi non comporta una modifica accentuata del trend. Solitamente si ha alla terminazione di trend che durano molto a lungo.

Il rounding TOP si forma nel seguente modo:

  • Inizio con volumi elevati
  • A metà del pattern si ha il minimo assoluto dei volumi
  • successivo aumento dei volumi sulla fine del pattern.

Il rounding BOTTOM invece:

  • inizio con volumi bassi
  • al minimo assoluto si ha un netto aumento dei volumi
  • successivo aume dei volumi alla fine della figura.

Riferimenti:

  1. Ettore Coliva, Lucio Galati, “ANALISI TECNICA FINANZIARIA”, 1th edizione del 1992, UTET Libreria (Pag 59 – 113)